Superate le difficoltà dell’anno precedente, nel 1997 ho deciso di correre con un altro Team, la Martello Racing. L’intero progetto era molto ambizioso, lo staff tecnico era il massimo avendo come ingegnere di pista il genio australiano Mick Kouros; la scelta è ricaduta nuovamente sulla Van Diemen motorizzata Solus Racing Engines, perché per l’anno 1997 ha realizzato un’auto completamente nuova e il costruttore avrebbe supportato lo sviluppo.

Effettivamente l’auto era decisamente migliore della precedente, ed il gap tecnico rispetto alle Tatuus si era notevolmente ridotto. L’ottimo lavoro svolto dal Team ha però evidenziato un aspetto tecnico che per me è stato di rilevante importanza, e cioè che la nostra macchina riusciva ad essere molto performante solo con un determinato assetto che la rendeva particolarmente sottosterzante.

Io non riuscivo a trarre però beneficio da questo assetto perché il mio stile di guida gradiva una macchina molto precisa sull’anteriore in inserimento di curva, pertanto apportare anche una leggera modifica per migliorare l’inserimento, nell’arco della gara portava ad un surriscaldamento delle gomme posteriori e questo causava un sovrasterzo che peggiorava le performance. Non c’era via di mezzo.

Ho portato la macchina molte volte sul podio e al 5° posto in Campionato in classifica generale.

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